Spostati, devo passare.
Non hai ancora capito che mi devi rispettare?
Io su di te ho pieno potere,
quindi alzati e fammi sedere!
Pensa che sfigato,
ogni volta che arrivo sei terrorizzato.
Mi fai pena, ma vorrei raderti al suolo,
perché ormai il bullo é diventato il mio ruolo.
Ti faccio piangere, mi dispiace,
ma in me ogni emozione tace.
Provo felicità nel rovinarti la vita,
ma una parte di me si sente tradita.
Tu non lo sai, ma ora mi confesso:
anche io ero insicuro di me stesso.
Ero brutto e mi prendevano in giro,
ora ho la mia rivincita e un po' mi ammiro.
Mi vergogno di quello che faccio,
ogni giorno riduco qualcuno uno straccio.
Perché non ti ribelli?
Alzati, picchiami, tirami i capelli!
Perché non reagisci,
che ti importa se per una volta mi ferisci?
I miei genitori ancora non lo sanno
che per molti rappresento un danno.
Nessuno mi ha mai considerato,
i miei amici neanche sanno quando sono nato.
Nei tuoi occhi mi rivedo,
allora sono pronto, cedo?
Provo a cambiare, ti giuro,
ma di accettarmi non te lo assicuro.
Sarà difficile, me lo sento,
ma non voglio più essere causa del tuo lamento.
Oggi, più che mai,
mi piace l'idea di cambiare, sai?
Ma per uscire dalla mia bolla blu,
ho bisogno che ci sia tu.
Alice Cutaia & Ilaria Sardi III B
Strumento attivo di contagio culturale - Blog del Liceo Scientifico "Francesco Vercelli" di Asti
lunedì 9 febbraio 2026
LETTERA ALLA VITTIMA
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LETTERA AL BULLO
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